Scratch: programmare con i Lego #LegaNerd
di
abbath
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Quanti il primo giorno di scuola vedendo l’aula computer hanno pensato: “Adesso si nerda!” e invece avete insegnato alla professoressa ad aprire le cartelle? A me è successo!

Come se non bastasse in televisione davano film con mini-hacker che con soli due click s’infiltravano nei sistemi di sicurezza della Casa Bianca e ti facevano sentire un pezzente incapace di utilizzare anche la calcolatrice delle patatine.

Fantacazzate Fantascienza a parte, qualche tempo fa sono venuto a conoscenza di Scratch, un linguaggio di programmazione sviluppato dal MIT (Massachusetts Institute of Technology).

 

 

Che cos’è Scratch?

Scratch è un linguaggio di programmazione particolare: è nato per insegnare la programmazione ai bambini dagli 8 ai 16 anni in modo semplice e divertente.

Semplice e divertente come giocare coi Lego

Semplice e divertente come giocare coi Lego: hai una serie di blocchi tra funzioni, variabili, operatori, etc. che incastri per “scrivere” il programma già funzionante.

Con Scratch si possono programmare semplici giochi, storie e animazioni nei quali puoi far muovere gli sprites, giocare con i suoni, e tante altre belle cose.

 

Come avrete capito, non si scrive il codice su blocknotes e lo si compila da terminale, per programmare in Scratch ci si avvale di un IDE (online oppure offline) completamente gratuita in cui si compone il codice incastrando i blocchi e lo si esegue semplicemente cliccando sul tasto “avvia”.
Ogni cosa che si fa può essere condivisa con la comunità di Scratch.

 

 

La comunità di Scratch

La comunità è formata da persone provenienti da più di 150 nazioni diverse, che si iscrivono in modo completamente gratuito per poter condividere i propri progetti.

CC-BY-SA

Nel momento in cui condividi il progetto accetti i termini di licenza di Scratch, la licenza Creative Commons CC-BY-SA (Attribution – Share Alike). Attribution (BY) è la clausola che indica l’obbligo di attribuzione dell’opera all’autore e di attribuirne la paternità

Devi riconoscere una menzione adeguata […]: (i) all’Autore Originario citando il suo nome […]; (iii) il titolo dell’Opera, se indicato […]

art. 4.c

Share Alike (SA) permette di modificare l’opera, ma quest’ultima deve essere rilasciata con le stesse condizioni scelte dall’autore originale (ovvero la CC-BY-SA imposta dal MIT).

Tu puoi distribuire, comunicare al pubblico, rappresentare, eseguire, recitare o esporre in pubblico l’Opera, anche in forma digitale, solo alle condizioni della presente Licenza […]

art. 4.a

Perché quando si condivide un progetto si accettano questi termini?
Perché è una comunità “didattica”: ogni persona, oltre a giocare col tuo progetto, può ispezionare il tuo codice per studiarlo o modificarlo a piacimento, creando così un remix dell’originale che potrà condividere dal suo account.

E se uno non volesse accettare i termini imposti dal MIT?
Non condivide le proprie opere: a simple rule!

Così facendo si crea una rete di progetti che hanno lo stesso seme, una sorta di versioni 1.x dell’opera originale, tutte visualizzabili in un albero dei remix.

 

 

Potenziale

Detto questo, come avrete intuito, Scratch ha un potenziale didattico non indifferente per l’insegnamento della programmazione nelle scuole elementari/medie.

Di questi tempi sono gli alunni a insegnare ai professori a usare il computer

L’insegnamento di tale materia porterebbe a una maggiore consapevolezza di ciò che sta dietro a un monitor, dentro uno smartphone e agli oggetti tecnologici che sono entrati a far parte della nostra dieta quotidiana.

Con un corso di programmazione di base, utilizzando Scratch come strumento, ci sarebbero meno difficoltà nello scegliere in seguito un corso di studi superiori che comprenda o meno materie informatiche.

Per non parlare dei benefici per i ragazzi che programmano in Scratch: imparano a pensare in modo creativo, a ragionare in modo sistematico e imparano le basi della logica.

 

 

Conclusioni

Perché vi ho fatto perdere tempo con un “linguaggio per bambini”?

Ritengo che non sia abbastanza valorizzato l’insegnamento di materie informatiche utili nelle scuole elementari/medie e Scratch potrebbe essere un mezzo semplice, gratuito, efficace e gratuito per sopperire a questa mancanza.

Scratch non è per niente solo un linguaggio per bambini, infatti persone di tutte le età (o quasi) si divertono come infanti giocando con questo linguaggio.

Potete vedere qui sotto un breve video introduttivo postato dal MIT

 

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